Operazioni reali.
Nodi complessi.
Risultati concreti.

Non raccontiamo cosa sappiamo fare. Raccontiamo cosa abbiamo fatto — in forma anonimizzata, nel rispetto della riservatezza dei clienti. Ogni caso è un mandato reale, con la complessità e la pressione che comporta.

Perché pubblichiamo questi casi

Chi affronta una crisi finanziaria, un blocco bancario o un'operazione straordinaria ha bisogno di un advisor che ci sia già passato — e che abbia portato a termine il mandato.

I nomi delle aziende non vengono mai citati. La riservatezza è assoluta.

I casi descritti sono presentati in forma anonimizzata. Qualsiasi riferimento a settori, dimensioni aziendali o dinamiche operative è generalizzato e non consente l'identificazione delle parti coinvolte.
7
Casi pubblicati
7
Settori diversi
100%
Risolti con successo
0
Procedure fallimentari aperte
01
Crisis management — Centrale Rischi
Linea di factoring bloccata da segnalazione in Centrale Rischi. Quattro soggetti coinvolti, dodici giorni alla risoluzione.
AutotrasportoCentrale RischiFactoringNegoziazione assicurativa
98
Dipendenti a rischio
4
Soggetti coinvolti
12
Giorni alla soluzione
0€
Stipendi non pagati

Una catena bloccata su quattro livelli

Una società di autotrasporto con 98 dipendenti disponeva di una linea di anticipo fatture (factoring) su crediti verso un primario corriere nazionale, bloccata a seguito di una segnalazione in Centrale Rischi. All'origine, un sinistro su un mezzo aziendale la cui pratica assicurativa era rimasta incompleta: il debito residuo verso la finanziaria del costruttore aveva generato la segnalazione. L'interruzione della liquidità impediva il pagamento degli stipendi. Quattro soggetti coinvolti nella catena, ciascuno in attesa dell'iniziativa dell'altro.

Fase 1
Ricostruzione della catena causale
Ricostruita l'intera catena causale prima di attivare qualsiasi contatto. Verificato il debito residuo e le condizioni per la regolarizzazione presso la finanziaria del costruttore.
Fase 2
Intervento diretto ai massimi livelli della compagnia assicurativa
Attivato un canale diretto con la direzione nazionale della compagnia assicurativa, superando i livelli intermedi. Ottenuto l'impegno formale al pagamento dell'indennizzo, unica leva per sbloccare l'intera catena.
Fase 3
Liquidazione sinistro e regolarizzazione CR
La compagnia ha liquidato il sinistro. La finanziaria ha emesso comunicazione formale di regolarizzazione verso la Centrale Rischi di Banca d'Italia.
Fase 4
Incontro in banca — factoring ripristinato
Con la documentazione in mano, incontro fisico con la direzione della banca. Linea factoring ripristinata. Stipendi pagati.
Nota metodologica

I blocchi bancari raramente si risolvono intervenendo esclusivamente sul rapporto con l'istituto. Si risolvono identificando l'origine del problema. In questo caso, la soluzione risiedeva nell'anello assicurativo — non in quello bancario. Un approccio limitato al rapporto con la banca non avrebbe prodotto alcun risultato.

02
Debt structuring — Asta fallimentare
Aggiudicazione in asta fallimentare a rischio per mancanza di finanziamento. Primo istituto: richiesta respinta.
LogisticaAsta fallimentareBancabilitàDiritto fallimentare
1
Rifiuto bancario ricevuto
2
Proroghe ottenute
Finanziamento ottenuto
Hub acquisito

Asta vinta, cauzione versata, saldo impossibile

Una società di logistica aveva vinto un'asta fallimentare per un hub del freddo strategico per la propria crescita, versando la cauzione. Al momento di reperire la liquidità per il saldo, un primario gruppo bancario aveva rigettato la richiesta: la società non aveva la bancabilità adeguata. Con la scadenza del saldo imminente e il rischio di perdere la cauzione, ci hanno contattato — con il tempo contro e una banca già chiusa.

Fase 1
Contatto con il curatore — prima proroga
Aperto un dialogo diretto con il curatore della procedura. Presentata la situazione con trasparenza, ottenuta una prima proroga del termine per il saldo prezzo.
Fase 2
Costruzione della bancabilità
Ristrutturazione completa della presentazione all'istituto: piano industriale, proiezioni di cassa, garanzie disponibili, impatto dell'asset sui ricavi futuri. Posizionamento dell'operazione come investimento strategico bancabile.
Fase 3
Trattativa con i creditori — seconda proroga
I tempi di istruttoria hanno richiesto una seconda proroga. Condotta trattativa con i creditori della procedura e il curatore per ottenere l'ulteriore slittamento, preservando l'aggiudicazione.
Fase 4
Finanziamento approvato — hub acquisito
UniCredit ha approvato il finanziamento per il saldo prezzo. L'hub del freddo è stato acquisito. La cauzione non è andata persa.
Nota metodologica

La bancabilità non è una condizione statica: è un profilo costruibile attraverso una presentazione adeguata dell'operazione. Un rifiuto bancario indica che la struttura della richiesta deve essere riconsiderata, non che l'operazione sia irrealizzabile. Le procedure fallimentari, gestite con competenza tecnica, offrono margini di flessibilità spesso sottovalutati.

03
Turnaround operativo — Concordato in continuità
Concordato in continuità con tensioni di cassa ricorrenti. Intervento su tre fronti simultanei.
AgroalimentareConcordatoTurnaroundPricing
3
Fronti simultanei
1
Fido in concordato
Piano ripreso
Nuovo prodotto lanciato

Tre fronti da gestire in contemporanea

Un'azienda agroalimentare in concordato preventivo in continuità non riusciva a seguire il piano: i picchi di stress di cassa — causati da ritardi nei pagamenti dei clienti — la mettevano regolarmente in crisi, rendendo impossibile rispettare le scadenze concordatarie. Servivano tre interventi simultanei: uno strumento di liquidità immediata, una riduzione dei costi di approvvigionamento, e nuovi margini da un prodotto innovativo.

Fronte 1
Fido di cassa per azienda in concordato
Negoziato con la banca un fido di cassa per colmare il gap tra incassi e pagamenti. Ottenere credito bancario per un'azienda in concordato è tecnicamente possibile ma richiede una costruzione molto precisa. L'operazione è andata a buon fine.
Fronte 2
Rinegoziazione con fornitori e cliente principale
Rinegoziati i termini di pagamento con tutti i principali fornitori. Condotta trattativa diretta con Barilla — cliente principale — per condizioni di incasso più favorevoli su base temporanea, riducendo la pressione sul ciclo finanziario.
Fronte 3
Piano finanziario e pricing della pasta biologica
Realizzato piano finanziario e pricing del nuovo prodotto. Determinati i volumi per il punto di pareggio — vendite e acquisto materie prime. Ogni fase inclusa nel prezzo: lavorazione, approvvigionamento, logistica, distribuzione. Prodotto lanciato.
Nota metodologica

Il concordato in continuità produce risultati solo se l'azienda mantiene effettivamente la capacità operativa. Un piano formalmente corretto che non contempla i picchi di tensione finanziaria è destinato a risultare inapplicabile. Quando il margine è ridotto, l'intervento deve necessariamente operare su più fronti in parallelo.

04
Crisi d'impresa — Ristrutturazione e rilancio
Produttore vitivinicolo con 110 ettari biologici. Azioni esecutive in corso a ridosso della vendemmia.
VitivinicoloCodice della CrisiRistrutturazioneRilancio commerciale
110
Ettari biologici
11→5
Negozi razionalizzati
2
Anni per il rientro
Vendemmia salvata

Una scadenza inamovibile: la vendemmia non aspetta

Un produttore vitivinicolo biologico dell'Oltrepò Pavese — 110 ettari coltivati, undici punti vendita sul territorio — si trovava in prossimità della vendemmia con una situazione creditoria deteriorata: forniture bloccate, azioni esecutive preannunciate, posizioni bancarie classificate a rischio. Il mancato completamento della vendemmia nei tempi agronomici previsti avrebbe compromesso il valore del raccolto e, con esso, la continuità aziendale. La finestra operativa disponibile era nell'ordine di settimane.

Fase 1
Messa in protezione con il Codice della Crisi
Attivata immediatamente la protezione prevista dal Codice della Crisi d'Impresa e dell'Insolvenza, con sospensione di tutte le azioni esecutive. L'intervento ha creato lo spazio temporale necessario all'avvio delle negoziazioni.
Fase 2
Negoziazione con fornitori e presidenza della banca
Condotta trattativa con i fornitori per la consegna dei beni indispensabili alla vendemmia, a fronte di impegni di pagamento strutturati. Gestito il rapporto con la presidenza di Banca Centropadana per il riclassamento delle segnalazioni bancarie. Restituiti i beni non essenziali, garantita la consegna di quelli necessari alla continuità produttiva.
Fase 3
Vendemmia eseguita — fornitori saldati
La vendemmia è stata completata nei tempi agronomici previsti. Al termine, i fornitori che avevano garantito le forniture sono stati regolarmente saldati. Il valore del raccolto è stato integralmente preservato.
Fase 4
Ristrutturazione commerciale
Strutturato con un gruppo bancario un piano di commercializzazione finanziariamente sostenibile. Dei undici punti vendita, sei sono stati chiusi in quanto strutturalmente in perdita. I cinque restanti, tutti redditizi, costituiscono oggi una rete distributiva razionalizzata e sostenibile.
24 mesi dopo
Rientro completo dalla crisi
La situazione debitoria è stata integralmente risolta. L'azienda opera con una struttura dei costi adeguata, una rete commerciale redditizia e rapporti bancari normalizzati.
Nota metodologica

Il Codice della Crisi, utilizzato tempestivamente, non rappresenta una resa ma uno strumento di protezione che crea lo spazio negoziale necessario alla ristrutturazione. L'attivazione deve precedere la chiusura degli spazi da parte dei creditori. Le scelte di razionalizzazione — in questo caso la chiusura di sei punti vendita — sono la condizione per preservare la redditività della struttura residua.

05
Diritto societario — Tutela soci di minoranza
Soci fondatori ridotti a minoranza dopo cessione d'azienda. Attivazione dei diritti ispettivi e negoziazione della liquidazione.
Retail / FoodDiritto societarioSoci di minoranzaNegoziazione
10%
Quota societaria residua
3
Mesi alla risoluzione
Liquidazione ottenuta
Pronti a ripartire

Una cessione d'azienda con esiti non previsti dai fondatori

Un'attività di panificazione consolidata, costruita nel tempo dai soci fondatori. Nuovi investitori propongono un'operazione apparentemente vantaggiosa: apporto di capitale, costituzione di una nuova società, acquisizione di tutti i beni della precedente — attrezzature, avviamento, know-how. I soci originari diventano minoranza della nuova società e vengono assunti come dipendenti. Un'operazione che nei fatti ha ridimensionato significativamente il loro ruolo e il loro patrimonio.

A distanza di pochi mesi, la nuova dirigenza risolve i rapporti di lavoro con i soci originari. Questi si trovano privi di ruolo operativo, con una quota di minoranza del 10% ciascuno in una società che non controllano. Il mandato è stato conferito in questa fase.

Fase 1
Analisi societaria e attivazione dei diritti ispettivi
Primo intervento: ricostruzione completa dell'operazione. Ispezionate tutte le voci di bilancio, i movimenti bancari e gli atti societari dall'ingresso dei nuovi soci. I diritti ispettivi dei soci di minoranza, previsti dalla legge, sono stati esercitati sistematicamente. Gli elementi emersi hanno costituito la base della posizione negoziale.
Fase 2
Identificazione delle anomalie e costruzione del dossier
L'ispezione ha evidenziato elementi meritevoli di approfondimento: la valutazione dei beni ceduti dalla vecchia alla nuova società, le condizioni contrattuali e movimenti che richiedevano chiarimenti. Il dossier è stato costruito non in ottica contenziosa, ma come fondamento per una negoziazione condotta da una posizione informata.
Fase 3
Negoziazione con la nuova dirigenza
Avviata la trattativa con la nuova società sulla base del dossier ispettivo. L'obiettivo negoziale era definito: liquidazione della partecipazione a condizioni eque, ristoro dei danni subiti e subendi, e una base patrimoniale sufficiente per un nuovo avvio imprenditoriale. L'accordo è stato raggiunto in tre mesi.
Nota metodologica

Una partecipazione di minoranza non è priva di valore — a condizione di conoscere gli strumenti giuridici disponibili. I diritti ispettivi dei soci di minoranza sono una leva efficace e sistematicamente sottoutilizzata. In questo caso hanno trasformato una posizione apparentemente priva di alternative in un fondamento negoziale concreto. La tutela del socio di minoranza esiste nell'ordinamento: la difficoltà risiede nel saperla individuare e attivare.

06
Rilancio industriale — Ricerca partner e ristrutturazione operativa
Produttore metalmeccanico di celle e profili per rivestimenti architettonici. Fallimento, 150 dipendenti da ricollocare, competenze tecniche da non disperdere.
MetalmeccanicoRicerca partnerRicollocazione industrialeRistrutturazione operativa
150
Dipendenti coinvolti
80+
Riassunti alla riapertura
3
Piano assunzioni (anni)
Partner internazionale trovato

Un patrimonio industriale da non disperdere

Un'azienda metalmeccanica del Nord-Est specializzata nella produzione di componenti per involucri edilizi — celle di rivestimento architettonico e profili dedicati — aveva accumulato negli anni un portafoglio commesse con marginalità insufficiente e un volume crescente di insoluti su lavori consegnati. La combinazione di commesse sottocosto e crediti inesigibili ha deteriorato la struttura patrimoniale fino alla dichiarazione di fallimento.

Il problema non era solo finanziario. Lo stabilimento impiegava 150 persone con competenze tecniche altamente specializzate — progettazione di sistemi di facciata, lavorazione di profili su misura, gestione di commesse architettoniche complesse. Dispersione di quel know-how avrebbe significato la perdita definitiva di un polo produttivo difficilmente ricostruibile. Il mandato: trovare un partner industriale disposto a investire sulla continuità produttiva e sulla valorizzazione delle competenze esistenti.

Fase 1
Mappatura del valore industriale e scouting internazionale
Costruito un dossier industriale completo: capacità produttiva installata, portafoglio competenze tecniche, posizionamento nel mercato delle facciate architettoniche, base clienti attiva e potenziale. Avviato simultaneamente uno scouting mirato su operatori internazionali del settore involucri edilizi e rivestimenti metallici, con focus su gruppi alla ricerca di una piattaforma produttiva nel Nord Italia.
Fase 2
Identificazione del partner e strutturazione dell'operazione
Individuato un gruppo internazionale con esperienza consolidata nel settore dei rivestimenti architettonici e interesse strategico ad acquisire capacità produttiva e know-how tecnico nel mercato italiano. Strutturata l'operazione di acquisizione dello stabilimento e dei beni aziendali, con piano di riassunzione immediata di oltre la metà del personale e programma triennale di assunzioni progressive.
Fase 3
Rinegoziazione della supply chain e delle condizioni bancarie
Condotta trattativa con tutti i fornitori strategici per la definizione di nuove condizioni commerciali compatibili con il rilancio: termini di pagamento, pricing, volumi minimi. Ristrutturati i rapporti bancari con nuove linee di credito, condizioni di incasso più favorevoli rispetto alla gestione precedente e copertura assicurativa sistematica dei crediti commerciali.
Fase 4
Implementazione del controllo di gestione industriale
Progettato e implementato un sistema strutturato di gestione finanziaria d'impresa industrializzata. Definiti processi formalizzati di valutazione, approvazione e monitoraggio delle commesse — con soglia di autonomia per l'azienda italiana sulle commesse inferiori a 5 milioni di euro. Introdotti flussi di reporting e feedback trasversali a tutti gli uffici amministrativi, con KPI di marginalità per commessa e monitoraggio dei flussi di cassa su base settimanale.
Nota metodologica

Il fallimento di un'impresa industriale non equivale necessariamente alla perdita del valore che quell'impresa ha generato. Le competenze tecniche delle persone, la capacità produttiva installata e il posizionamento di mercato sono asset che sopravvivono alla procedura — a condizione che qualcuno li individui, li valorizzi e li presenti a un interlocutore industriale credibile. In questo caso, la differenza l'ha fatta la velocità nell'attivare lo scouting e la capacità di costruire un'operazione che fosse industrialmente sostenibile, non solo finanziariamente conveniente.

07
Ingegneria finanziaria — Piano industriale e accesso al credito
Consorzio agricolo in forte crescita con ciclo finanziario strutturalmente lungo. Necessità di risorse, credibilità bancaria e riposizionamento reputazionale.
Agrifood / CerealiPiano industrialeAccesso al creditoRiposizionamento reputazionale
Piano industriale approvato
Banca partner acquisita
Nuovo stabilimento realizzato
Posizionamento reputazionale ripristinato

Crescita rapida, ciclo finanziario lungo, credibilità da ricostruire

Un consorzio agricolo del Sud Italia, tra i principali operatori nella commercializzazione di cereali, attraversava una fase di crescita sostenuta dei volumi ma strutturalmente esposto a un disallineamento significativo tra ciclo degli incassi e ciclo dei pagamenti — condizione fisiologica nel comparto cerealicolo, dove i tempi di realizzo sono lunghi e soggetti alla volatilità dei mercati delle commodities e al sentiment della Borsa Merci.

La crescita richiedeva risorse finanziarie aggiuntive che il consorzio non era in grado di reperire autonomamente. Le relazioni bancarie esistenti erano insufficienti e il profilo dell'ente era penalizzato da una vicenda giudiziaria risalente ad alcuni anni prima — conclusasi con piena assoluzione in tutti i gradi di giudizio — ma che aveva lasciato residui reputazionali presso gli interlocutori finanziari. Servivano tre interventi: un piano industriale credibile, una banca partner disposta a sostenere la crescita, e un lavoro sistematico di riposizionamento istituzionale.

Fase 1
Piano industriale e piano finanziario integrato
Elaborato un piano industriale completo con proiezioni economico-finanziarie a cinque anni, analisi della marginalità per linea di prodotto e mappatura dettagliata del ciclo di conversione del capitale circolante. Il piano finanziario ha evidenziato con precisione le aree di dispersione di risorse e i colli di bottiglia nel working capital, fornendo alla banca una visione chiara del valore dell'impresa e del potenziale di generazione di cassa una volta corrette le inefficienze operative.
Fase 2
Ricerca e negoziazione con la banca partner
Individuato un istituto di credito specializzato nel finanziamento alle filiere produttive, disposto a valutare l'operazione sulla base del piano presentato. Condotta la trattativa fino all'ottenimento di un pacchetto di finanza dedicata comprensivo di linee di anticipo su crediti commerciali e risorse per investimenti strutturali, calibrato sulla stagionalità e sulle specificità del ciclo cerealicolo.
Fase 3
Riorganizzazione interna e postura finanziaria
Affiancato il consorzio nella rimodulazione dell'organizzazione interna per adeguare la struttura amministrativa alle esigenze di un interlocutore finanziario strutturato: reportistica periodica, controllo di gestione per centro di costo, procedure di approvazione delle operazioni commerciali e monitoraggio sistematico delle esposizioni creditizie.
Fase 4
Riposizionamento reputazionale e relazioni istituzionali
Coordinato un intervento di comunicazione istituzionale — con il supporto di un ufficio stampa specializzato — finalizzato a ristabilire il corretto posizionamento pubblico del consorzio dopo il definitivo accertamento giudiziario che ne aveva confermato la piena estraneità ai fatti contestati. L'obiettivo non era mediatico ma finanziario: rimuovere un pregiudizio reputazionale che condizionava le valutazioni degli interlocutori bancari e istituzionali.
Nota metodologica

Un piano industriale non è un documento di rappresentanza: è lo strumento attraverso il quale l'impresa dimostra di conoscere sé stessa. La banca non finanzia una storia — finanzia un modello economico comprensibile e verificabile. In questo caso, la costruzione del piano finanziario ha prodotto un effetto duplice: ha reso visibile il valore dell'impresa all'esterno e ha reso evidenti le inefficienze all'interno. Il riposizionamento reputazionale, quando supportato da fatti giudiziari definitivi, non è un'operazione cosmetica ma una necessità operativa per ripristinare condizioni normali di accesso al mercato del credito.

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